Canzoni, video-racconti ed altri contributi

“La finestra sul teatro” è stata una vera avventura, una meravigliosa esperienza creativa. Il punto di partenza è il paradosso: “mostrare teatro” quando non si può mostrare; il mezzo è il video, dove il teatro può solo essere “ombra” di se stesso; il punto di arrivo è la “non performance”, il “non spettacolo”, in cui anche il pubblico sia un “non pubblico”, cioè null’altro che un ricordo nostalgico che ci assale quando gli artisti non ci sono più. Compare anche Cesare Pavese, scomodato dalle pagine di “La luna e i falò”, e, pur parlandoci di altro, riesce a fare da guida ( o da traghettatore?) in una landa senza simboli, senza poesia, senza immaginazione, lì dove il gioco della finzione nega se stesso e, negandosi, diventa odiosa condizione del reale, del travaglio quotidiano degli artisti senz’arte, dei teatranti senza scena, dei musicisti senza musica.


Ecco alcune canzoni tratte dagli spettacoli –

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