La ballata del coraggio (La favola di Celestino)


regia di Eugenio Incarnati
con Roberto Mascioletti;
DURATA: 50 minuti; Spettacolo per tutti.


Locandina dello spettacolo Di un re il dorato seggio? Stoffe di gran pregio? Quadri del Caravaggio? Cartoline di Viareggio…? Né il male né il peggio, né ciò che altrove io veggio, signore, signori, indovinate, qual argomento ingaggio? Signori , coraggio!…". Con il pretesto di riferire un fatto stravagante ed assurdo benché vero, il trafugamento ripetuto e perpetrato nei secoli delle spoglie di Papa Celestino V, si racconta una favola: una favola per tutti, anche - e soprattutto, per gli adulti… "Perché?" Il commediante - uomo, per non restare solo nello spazio vuoto di un teatro, inventa una figura che pone delle buone domande. "Perché?" Insieme a quella figura, l’uomo-commediante, scioglie i nodi che inventano lo spettacolo, per ricordare ciò che è più prezioso ed è sempre a disposizione di tutti… "Perché?" Per andare insieme dove da solo nessuno può andare.

La ballata del coraggio - utilizza molte tecniche diverse e le mette al servizio di una "fiaba per tutti ma soprattutto per gli adulti" scena dello spettacolo che racconta una storia sognante, sì, ma compiuta e seria e che non scivola addosso. La messa in scena" riapre" il caso del trafugamento delle spoglie di Papa Celestino V avvenuto nell 'aprile 1988 e lo rilegge come parte di una biografia del "Santo che non può riposare". Papa Celestino, si sa, da vivo non amava la vita comoda. Il fatto strano è che non ha mai riposato troppo a lungo nemmeno da morto: fu seppellito, poi riesumato, spostato, portato e riportato di qua e di là... Forse che sia lui che di tanto in tanto vuole alzarsi e andare in giro perchè ha ancora qualcosa da fare? E'Il pretesto di una storia che, abruzzese quanto poche altre, assurge ad una dimensione epica che travalica ogni confine, anche quello tra la vita e la morte.